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Come accorgersi se un bambino è veramente pronto per iniziare la scuola elementare?

 

E’ fondamentale rilevare precocemente la mancata acquisizione di specifiche abilità nei bambini al fine di predisporre adeguate strategie di recupero ed evitare l’insorgenza del disturbo di apprendimento.

Un intervento tardivo ha, infatti, scarse possibilità di successo, perché viene attuato quando i deficit o le lentezze nello sviluppo ormai si sono cristallizzati in veri e propri ritardi.

Individuando i segnali precoci di difficoltà dai  4 ai 6 anni è possibile identificare le modalità di sviluppo delle difficoltà e successivamente utilizzare strumenti di recupero adeguati ed efficaci.

L’individuazione precoce di lentezze o disarmonie nello sviluppo delle abilità di base, deve focalizzare l’attenzione non solo sulle sue abilità o sui compiti che il bambino padroneggia, ma anche sulla necessità di attivare quelle aree di prossimità indicate come capaci di svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo individuale.

L’individuazione deve essere quanto più possibile precoce ed accurata, poiché le difficoltà potrebbero dar luogo ad interventi tardivi, talvolta difficili da gestire nel contesto scolastico.

Il bilancio delle competenze che si ottiene alla fine della scuola materna non è il risultato della valutazione di eventuali aree che necessitano d’interventi e che emergono da un’osservazione condotta solo alla fine del percorso scolastico, bensì il risultato di un  programma ben articolato d’individuazione e d’intervento precoce che permette di accompagnare il bambino fino al suo ingresso nella scuola elementare. 

 Le aree da indagare riguardano:

  • Abilità linguistica
  • Abilità fonologica
  • Abilità logico-matematica e numerica
  • Sviluppo psicomotorio
  • Simbolizzazione
  • Rapporti sociali

      Cosa può fare un insegnante con un bambino di 4 anni?

–  impostare una programmazione didattica,

–  preparare percorsi individuali di recupero in maniera da prevenire i ritardi di sviluppo e l’insuccesso scolastico.

                 Le abilità linguistiche indagano gli aspetti della competenza linguistica.

La capacità di denominare correttamente gli oggetti, ci dà un segno sulla conoscenza lessicale e la padronanza del sistema semantico del bambino.

L’individuazione precoce del ritardo o della lentezza dello sviluppo, può consentire all’insegnante di attuare degli interventi che favoriscano lo sviluppo della componente della struttura grammaticale.

In genere, nella scuola materna lo sviluppo morfosintattico del bambino dovrebbe riferirsi alla comprensione ed utilizzazione degli avverbi e preposizioni, dell’accordo genere-numero, numero-persona dei verbi, soggetto-verbo, articolo-nome e nome-aggettivo.

                 La prova fonologica, ha l’obiettivo di valutare il riconoscimento e la discriminazione di fonemi a partire dagli stimoli che contengono suoni simili. E’ importantissima ai fini dell’apprendimento della lettura e per comprendere se esistono difficoltà articolatorie ( eventuali dislalie o difficoltà nella pronuncia di alcune consonanti o gruppi consonantici).

                 Labilità logico-matematica, riguarda una serie di prove perché è proprio in questa fascia d’età che si costruiscono i presupposti per il raggiungimento della conoscenza logica negli anni successivi.

La costruzione dei “raggruppamenti” , tipici del periodo operatorio, è un processo che ha il suo punto di partenza in meccanismi e strutture già presenti nello stadio precedente; è influenzato da fattori linguistici, percettivi e senso-motori, di cui è importante cogliere il livello di sviluppo per riuscire ad individuare ritardi che ostacolerebbero il percorso cognitivo.

Tra i “raggruppamenti”fondamentali sono le “classificazioni”e le”seriazioni”, da cui derivano le operazioni numeriche. Contemporaneamente a questi concetti se ne sviluppano altri, collegati ai primi,come quelli di “quantità”, di “misure”e le “operazioni infralogiche”. Pertanto, per riuscire ad indagare lo sviluppo del pensiero logico, diventa importante far riferimento alla costituzione di una classe:

  • La comprensione della classe, cioè la capacità di cogliere le qualità che rendono simili i componenti di una classe e le differenze che distinguono una classe dalle altre;
  • L’estensione della classe, cioè le relazioni di parte e tutto, determinate dai quantificatori ”tutti”,”alcuni”e “nessuno”.

E’tra i 4 e i 7 anni che i bambini cominciano a cogliere i rapporti euclidei e a saperli discriminare. Si propongono prove  sui rapporti topologici (sopra/ sotto, dentro/fuori, aperto/chiuso) e sul riconoscimento di semplici forme geometriche (cerchio, triangolo).

                     L’attenzione allo sviluppo psicomotorio riguarda proprio lo sviluppo degli schemi senso motori nella costruzione dell’intelligenza. E’ in questa fascia d’età che è possibile cogliere l’evoluzione del movimento, che passa da semplice automatismo alla rappresentazione e programmazione dello stesso.

         Le prove riguardano:

  • Prassie a scopo transitivo, cioè dirette alla modificazione di un oggetto, per esempio: allacciare la cintura, abbottonare la camicia; 
  • Prassie a carattere simbolico, che hanno lo scopo di comunicare un messaggio gestuale, per esempio: gonfiare le guance e sgonfiarle, senza emettere alcun rumore o suono, ecc.
  • Prassie a scopo estetico,sottocategoria delle prassie simboliche,: fare un nodo con due lacci.

Queste prove sono un mezzo per conoscere i bambini non per selezionarli! Servono esclusivamente ad orientare il lavoro educativo di ogni insegnante, non per distribuire  in maniera facile “etichette”che somigliano spesso a prognosi infauste!  Vengono utilizzate esclusivamente a livello preventivo, per approntare programmi d’intervento precoci, mirati a favorire lo sviluppo dei bambini. Possono  rivelarsi molto utili per valutare le abilità cognitive possedute dai bambini dell’ultimo anno della scuola materna, al fine di comporre gruppi-classe in prima elementare.

 Cosa può fare un insegnante con un bambino di 5 anni?

  •  Può valutare la capacità di comprensione delle consegne, a partire dal riconoscimento delle strutture morfo-sintattiche presentate in forma figurata.  Problemi di comprensione delle consegne nella scuola materna possono generare future difficoltà di lettura alle elementari.
  • Può valutare la capacità di cogliere nessi causali e sequenze logiche-temporali di un testo presentato con vignette e comprendere la struttura narrativa di un testo orale.

In tal modo  esplora nel bambino la capacità cognitiva di cogliere la relazione causale tra gli eventi e la capacità di saperli collocare in modo linguisticamente adeguato, di usare le espressioni verbali in modo appropriato al compito.

  •  Può valutare  la capacità di discriminare parole che contengono fonemi simili in cui cambia la consonante iniziale, la capacità di discriminare tra le sillabe, d’individuare parole che sono caratterizzate dal raddoppio di una consonante, parole caratterizzate da somiglianze fonologiche, la capacità di riprodurre frasi con difficoltà articolato rie, la capacità di riconoscere e discriminare i fonemi a partire da stimoli che contengono suoni simili, nonché il grado di articolazione fonologica posseduta dal bambino.

E’ importante prendere nota di tutte le anomalie di pronuncia, prestando attenzione alla riproduzione corretta dei suoni R/L,  S/Z, F/V,  GL/L.

  •  Può valutare l’abilita’ logico-matematica, in particolare:

– quantificatori,

– corrispondenza,

– classificazione,

– seriazione.

  •  Può valutare le competenze di simbolizzazione linguistica, di simbolizzazione matematica, per riconoscere alcune lettere maiuscole, minuscole; riconoscere alcuni grafemi, quali: B e P (labiali) e S (alveolare). Le due labiali sono scelte perché sono più difficili da discriminare nel gruppo dei fonemi simili. Il fonema S, alveolare, viene scelto perché, al contrario, è il  più facile tra i fonemi simili soggetti a dislalie evolutive.

Tutti i fonemi selezionati si prestano ad essere più facilmente riconoscibili da parte dei bambini per le caratteristiche percettive di somiglianza con alcuni oggetti a loro familiari. Inoltre, il bambino non deve solamente riconoscerli ma, leggendo la lettera presentata, deve anche collegare il simbolo al suono corrispondente.

Nella simbolizzazione matematica , il bambino segna dove sono scritti i numeri discriminandoli dalle lettere, di riconoscerne le quantità corrispondenti, ossia di saper collegare una cifra al suo corrispondente numerico e di scrivere la propria età.

  • Può valutare la capacità di coordinazione generale del bambino, cioè la sua destrezza motoria nell’usare in sintonia le diverse parti del corpo in funzione di uno scopo.  Si può chiedere al bambino di seguire un percorso disegnato sul pavimento,senza uscire dai bordi o dalla linea tratteggiata, con delle modalità differenti di spostamento.

La corretta esecuzione sottende la capacità del bambino di controllare la propria motricità generale e di coordinarla sia con l’equilibrio che con la coordinazione oculo-motoria generale. Esempio:”Segui il percorso camminando in avanti/indietro/saltellando su di un piede/a piedi uniti, senza uscire dai bordi.

Per la valutazione delle prassie  si chiede al bambino di compiere alcune azioni che richiedono la capacità di programmare ed eseguire dei gesti coordinati in funzione dell’obiettivo. Esempio: “Togliti la scarpa sinistra e appoggiala a terra”, “Mettiti le scarpe e allacciale”.

Per la valutazione dell’abilità di lateralizzazione si sottopone il bambino alle prove  spaziali di destra e sinistra, orientando lo sguardo nelle due direzioni o scegliendo nello spazio un oggetto a sinistra rispetto a sé. Esempio:”Distribuisci  le carte da gioco con la mano”, “Dai un calcio alla palla con il piede sinistro”.

Per la valutazione dello schema corporeo il bambino deve indicare le parti del corpo.

La valutazione della capacità di coordinazione oculo-motoria si valuta sottoponendo il bambino ad una prova che esplora la sua capacità di utilizzare il movimento distale del polso, indipendentemente da quello del braccio, separando contemporaneamente il movimento delle dita che tengono lo strumento grafico da quello del polso. Il raggiungimento di questa dissociazione dei movimenti della mano e delle dita, rispetto al movimento del braccio e della spalla, che devono invece rimanere immobili e permettere il mantenimento della postura, risulta essere un elemento indispensabile all’acquisizione della capacità di scrittura, soprattutto in corsivo.

La prova dell’equilibrio, ossia sull’asse d’equilibrio, permette di valutare quelle abilità che comunque devono essere presenti anche per poter eseguire correttamente le prove di coordinazione generale o le prove di lateralizzazione.

                                                                                                                                                         Buon lavoro!

Non dimenticate: 

in caso di dubbi un’approfondita consulenza Vi può aiutare a capire meglio il percorso da seguire e sentirvi  meno soli.

 

 

 

PERCHE’ UTILIZZARE UNA DIDATTICA DIVERSIFICATA CON L’ALUNNO PROBLEMATICO?

In cosa consiste?

–  nell’attenzione alla persona

–  nell’accoglienza e accettazione

–  nell’invito costante alla partecipazione

Su che cosa impatta?

–  sul clima di classe

–  sulla motivazione ( bisogni motivanti)

–  sulle dinamiche relazionali tra gli alunni

–  sulle dinamiche relazionali tra gli alunni e l’insegnante

A che cosa si collega?

–  alla motivazione intrinseca

–  ai comportamenti positivi

–  al programma

Per intenderci:

  • gli insegnanti dedicano la massima attenzione alla persona, cercando un rapporto interpersonale carico di intenzionalità educativa e rispettoso della dignità personale;
  •  interpretano correttamente gli atteggiamenti problematici;
  • basano la proposta didattica sui bisogni motivanti degli allievi;
  • impostano il programma didattico in modo che privilegi la sfera operativo- concreta come mezzo, strumento trasversale d’impegno cognitivo personale;
  • sollecitano la partecipazione;
  • hanno un atteggiamento teso alla disponibilità e all’accettazione;
  • propongono strategie di gestione volte a prevenire immediatamente il comportamento inadeguato.

Come agire:       

  • pensare sempre a quale strategia mettere in atto per interagire e cercare di coinvolgere l’alunno
  • come invitarlo a partecipare alle attività della classe?
  • cosa comunicargli?
  • in che modo fermare i suoi atteggiamenti inadeguati e motivarlo all’apprendimento?

 

 

ORGANIZZAZIONE DELLO SPAZIO IN AULA

BREVE PREMESSA

Noi tutti diamo molta attenzione a rendere accoglienti le nostre abitazioni, non solo in base ai gusti personali ma anche in conformità a ciò che faremo nei diversi ambienti.

Raramente ci rivolgiamo, con altrettanto interesse, alle aule dove alunni ed insegnanti trascorrono lungo tempo insieme, per tanti mesi, dove svolgere le attività didattiche.

Un luogo trascurato e poco ospitale può condizionare negativamente le prestazioni degli alunni, indurre alla demotivazione, rinuncia, abbandono.

E’ utile rispettare uno spazio minimo, vitale, perché nessuno possa sentirsi obbligato a comportamenti di eccessivo controllo, condizionato dalla consapevolezza che ogni piccolo movimento arrecherà disturbo ad altri.

 

COSA ATTENZIONARE?

–       cattedra, banchi, armadi;

–       ampiezza dello spazio a disposizione: se è grande rispetto al numero degli alunni o se è piccolo; se è luminoso, se permette in maniera agevole lo spostamento dei banchi;

–       stile dell’insegnamento: di tipo tradizionale, se è impostato sul dialogo, sulla cooperazione o sullo studio individuale;

–        strumenti presenti in aula: lavagna, computer, LIM, proiettore;

–       come si desidera muoversi in aula: si preferisce fare lezione camminando fra i banchi o seduti dietro la cattedra?

 

L’AMBIENTE AULA

A COSA SERVE?

–       relazione insegnante- alunno

–       concentrazione in aula

–       qualità delle relazioni

DIPENDE DA

–       attività da organizzare

–       stile degli insegnanti

–       tipo di arredo

–       ampiezza dello spazio

–       strumenti a disposizione

SU COSA IMPATTA?

–       clima

–       processi di integrazione e coesione

–       aspetti organizzativi e didattici

–       processi d’integrazione e coesione

A COSA SI COLLEGA?

 –       conduzione delle attività

–       comunicazione