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ATTIVITA’ PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Il ciclo della scuola dell’infanzia rappresenta il momento “d’oro”in cui il bambino, dietro l’aiuto insostituibile dell’insegnante, si trova a sviluppare e consolidare quelle abilità, ritenute prerequisiti per il successivo apprendimento.

Dai tre ai sei anni i bambini fanno delle scoperte straordinarie in tutti gli ambiti dello sviluppo: cognitivo, emotivo, relazionale. E’ il momento, questo, in cui in alcuni casi si scoprono comportamenti assai predittivi circa lo sviluppo di una successiva difficoltà nell’apprendimento.

L’errore frequente, che si commette in questi anni fondamentali della scuola, è di “anticipare” (inutilmente) delle tappe che non hanno modo di esistere perché le attività da svolgere e sviluppare devono corrispondere a quelle dello sviluppo, affinché si garantisca una logicità nelle proposte didattiche.

Mi sento di scrivere ai tanti insegnanti, che mi seguono da tempo, di focalizzare e orientare la propria attenzione su quei processi di apprendimento al fine d’individuare precocemente eventuali situazioni di rischio ed informare tempestivamente la famiglia.

Sarà utile far cadere l’occhio su quelle competenze che permettono l’apprendimento della lettura e della scrittura, la capacità di conoscere e usare i numeri e di ragionare.

Dunque, cosa osservare nel bambino?

  • come e quanto comprende;
  • come e quanto si esprime verbalmente;
  • come usa il linguaggio funzionale;
  • le abilità logico-concettuali;
  • le abilità di memoria e attentive;
  • le abilità visuo-spaziali;
  • la coordinazione occhio-mano;
  • la motricità.

 

PERCHE’ PARLARE DI “SEQUENZE TEMPORALI E CAUSALI”

La categoria concettuale del tempo rappresenta la base su cui si costruisce il pensiero logico dell’individuo. Tutti gli eventi, sia quelli relativi alla vita quotidiana, sia quelli relativi alla costruzione delle abilità simboliche più complesse, prevedono la messa in atto di strategie di tipo temporale che ne regolano lo svolgimento. Il ruolo dell’ordine temporale degli eventi, viene conquistata con gradualità durante lo sviluppo cognitivo e prevede la capacità di decentrare gli eventi considerandoli non più come affiancati, ma decentrati rispetto a specifici modelli di riferimento. Sono chiamati in causa anche fattori di tipo linguistico e sintattico. Pertanto, la rappresentazione degli eventi costituisce uno strumento fondamentale per l’elaborazione del sistema semantico e delle categorie concettuali del pensiero. La capacità di organizzare i nessi causali e temporali, che tra loro connettono le varie azioni di un evento, diventa un requisito fondamentale sia per lo sviluppo linguistico, sia per lo quello concettuale del bambino.

Il periodo compreso tra i 5- 7 anni è particolarmente ricettivo a influenzare in maniera specifica le strutture cognitive connesse a questo tipo di compiti, pertanto è possibile elaborare un programma specifico di apprendimento facendo ricorso alle attività che si basano sulla rappresentazione degli eventi familiari, in modo particolare sulla struttura temporale e causale.

La ricostruzione delle storie figurate è un esercizio tradizionalmente usato nelle scuole, infatti, sembra correlata con la capacità di analizzare la sintesi, di manipolare cose e personaggi, di interpretare e rimettere in ordine stimoli visivi e concreti, di formare sequenze per ottenere la soluzione di problemi.

La presenza delle immagini, associata alle storie, consente una sorta di organizzazione del pensiero verbale e un canale attraverso il quale il bambino riesce a formulare ipotesi sulla realtà e a ordinare le proprie conoscenze. Dunque, le immagini strutturate e collegate a una narrazione, autorizzano a richiamare quelle conoscenze procedurali sul modo in cui si presentano e si concatenano gli eventi, le modalità descrittive e analitiche della narrazione stessa.

La capacità di comprendere e produrre relazioni è molto precoce. In genere, si raggiunge pienamente nei primi anni della scuola elementare. La comprensione dei rapporti causali ha molto a che vedere con la comprensione del testo, anche a livello di schemi mentali che devono essere attivati. Quindi, un’accurata e guidata esercitazione da parte degli insegnanti, rispetto alle ricostruzioni di storie semplici o sequenze di eventi, connessi tra loro in maniera causale e corrispondenti ad esperienze vicine alla vita quotidiana dei bambini, permette un incremento delle loro capacità metacognitive.

L’insegnante, dunque, ancora una volta, ha uno strenuo compito: quello di guidare l’alunno nel riordino delle storie, di facilitarlo nel cogliere nessi causali e tutti quegli elementi morfosintattici, lessicali e semantici, oltre a permettere la progressione del potenziale di sviluppo legato alla comprensione di storie ed eventi letti o narrati.

 

Come accorgersi se un bambino è veramente pronto per iniziare la scuola elementare?

 

E’ fondamentale rilevare precocemente la mancata acquisizione di specifiche abilità nei bambini al fine di predisporre adeguate strategie di recupero ed evitare l’insorgenza del disturbo di apprendimento.

Un intervento tardivo ha, infatti, scarse possibilità di successo, perché viene attuato quando i deficit o le lentezze nello sviluppo ormai si sono cristallizzati in veri e propri ritardi.

Individuando i segnali precoci di difficoltà dai  4 ai 6 anni è possibile identificare le modalità di sviluppo delle difficoltà e successivamente utilizzare strumenti di recupero adeguati ed efficaci.

L’individuazione precoce di lentezze o disarmonie nello sviluppo delle abilità di base, deve focalizzare l’attenzione non solo sulle sue abilità o sui compiti che il bambino padroneggia, ma anche sulla necessità di attivare quelle aree di prossimità indicate come capaci di svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo individuale.

L’individuazione deve essere quanto più possibile precoce ed accurata, poiché le difficoltà potrebbero dar luogo ad interventi tardivi, talvolta difficili da gestire nel contesto scolastico.

Il bilancio delle competenze che si ottiene alla fine della scuola materna non è il risultato della valutazione di eventuali aree che necessitano d’interventi e che emergono da un’osservazione condotta solo alla fine del percorso scolastico, bensì il risultato di un  programma ben articolato d’individuazione e d’intervento precoce che permette di accompagnare il bambino fino al suo ingresso nella scuola elementare. 

 Le aree da indagare riguardano:

  • Abilità linguistica
  • Abilità fonologica
  • Abilità logico-matematica e numerica
  • Sviluppo psicomotorio
  • Simbolizzazione
  • Rapporti sociali

      Cosa può fare un insegnante con un bambino di 4 anni?

–  impostare una programmazione didattica,

–  preparare percorsi individuali di recupero in maniera da prevenire i ritardi di sviluppo e l’insuccesso scolastico.

                 Le abilità linguistiche indagano gli aspetti della competenza linguistica.

La capacità di denominare correttamente gli oggetti, ci dà un segno sulla conoscenza lessicale e la padronanza del sistema semantico del bambino.

L’individuazione precoce del ritardo o della lentezza dello sviluppo, può consentire all’insegnante di attuare degli interventi che favoriscano lo sviluppo della componente della struttura grammaticale.

In genere, nella scuola materna lo sviluppo morfosintattico del bambino dovrebbe riferirsi alla comprensione ed utilizzazione degli avverbi e preposizioni, dell’accordo genere-numero, numero-persona dei verbi, soggetto-verbo, articolo-nome e nome-aggettivo.

                 La prova fonologica, ha l’obiettivo di valutare il riconoscimento e la discriminazione di fonemi a partire dagli stimoli che contengono suoni simili. E’ importantissima ai fini dell’apprendimento della lettura e per comprendere se esistono difficoltà articolatorie ( eventuali dislalie o difficoltà nella pronuncia di alcune consonanti o gruppi consonantici).

                 Labilità logico-matematica, riguarda una serie di prove perché è proprio in questa fascia d’età che si costruiscono i presupposti per il raggiungimento della conoscenza logica negli anni successivi.

La costruzione dei “raggruppamenti” , tipici del periodo operatorio, è un processo che ha il suo punto di partenza in meccanismi e strutture già presenti nello stadio precedente; è influenzato da fattori linguistici, percettivi e senso-motori, di cui è importante cogliere il livello di sviluppo per riuscire ad individuare ritardi che ostacolerebbero il percorso cognitivo.

Tra i “raggruppamenti”fondamentali sono le “classificazioni”e le”seriazioni”, da cui derivano le operazioni numeriche. Contemporaneamente a questi concetti se ne sviluppano altri, collegati ai primi,come quelli di “quantità”, di “misure”e le “operazioni infralogiche”. Pertanto, per riuscire ad indagare lo sviluppo del pensiero logico, diventa importante far riferimento alla costituzione di una classe:

  • La comprensione della classe, cioè la capacità di cogliere le qualità che rendono simili i componenti di una classe e le differenze che distinguono una classe dalle altre;
  • L’estensione della classe, cioè le relazioni di parte e tutto, determinate dai quantificatori ”tutti”,”alcuni”e “nessuno”.

E’tra i 4 e i 7 anni che i bambini cominciano a cogliere i rapporti euclidei e a saperli discriminare. Si propongono prove  sui rapporti topologici (sopra/ sotto, dentro/fuori, aperto/chiuso) e sul riconoscimento di semplici forme geometriche (cerchio, triangolo).

                     L’attenzione allo sviluppo psicomotorio riguarda proprio lo sviluppo degli schemi senso motori nella costruzione dell’intelligenza. E’ in questa fascia d’età che è possibile cogliere l’evoluzione del movimento, che passa da semplice automatismo alla rappresentazione e programmazione dello stesso.

         Le prove riguardano:

  • Prassie a scopo transitivo, cioè dirette alla modificazione di un oggetto, per esempio: allacciare la cintura, abbottonare la camicia; 
  • Prassie a carattere simbolico, che hanno lo scopo di comunicare un messaggio gestuale, per esempio: gonfiare le guance e sgonfiarle, senza emettere alcun rumore o suono, ecc.
  • Prassie a scopo estetico,sottocategoria delle prassie simboliche,: fare un nodo con due lacci.

Queste prove sono un mezzo per conoscere i bambini non per selezionarli! Servono esclusivamente ad orientare il lavoro educativo di ogni insegnante, non per distribuire  in maniera facile “etichette”che somigliano spesso a prognosi infauste!  Vengono utilizzate esclusivamente a livello preventivo, per approntare programmi d’intervento precoci, mirati a favorire lo sviluppo dei bambini. Possono  rivelarsi molto utili per valutare le abilità cognitive possedute dai bambini dell’ultimo anno della scuola materna, al fine di comporre gruppi-classe in prima elementare.

 Cosa può fare un insegnante con un bambino di 5 anni?

  •  Può valutare la capacità di comprensione delle consegne, a partire dal riconoscimento delle strutture morfo-sintattiche presentate in forma figurata.  Problemi di comprensione delle consegne nella scuola materna possono generare future difficoltà di lettura alle elementari.
  • Può valutare la capacità di cogliere nessi causali e sequenze logiche-temporali di un testo presentato con vignette e comprendere la struttura narrativa di un testo orale.

In tal modo  esplora nel bambino la capacità cognitiva di cogliere la relazione causale tra gli eventi e la capacità di saperli collocare in modo linguisticamente adeguato, di usare le espressioni verbali in modo appropriato al compito.

  •  Può valutare  la capacità di discriminare parole che contengono fonemi simili in cui cambia la consonante iniziale, la capacità di discriminare tra le sillabe, d’individuare parole che sono caratterizzate dal raddoppio di una consonante, parole caratterizzate da somiglianze fonologiche, la capacità di riprodurre frasi con difficoltà articolato rie, la capacità di riconoscere e discriminare i fonemi a partire da stimoli che contengono suoni simili, nonché il grado di articolazione fonologica posseduta dal bambino.

E’ importante prendere nota di tutte le anomalie di pronuncia, prestando attenzione alla riproduzione corretta dei suoni R/L,  S/Z, F/V,  GL/L.

  •  Può valutare l’abilita’ logico-matematica, in particolare:

– quantificatori,

– corrispondenza,

– classificazione,

– seriazione.

  •  Può valutare le competenze di simbolizzazione linguistica, di simbolizzazione matematica, per riconoscere alcune lettere maiuscole, minuscole; riconoscere alcuni grafemi, quali: B e P (labiali) e S (alveolare). Le due labiali sono scelte perché sono più difficili da discriminare nel gruppo dei fonemi simili. Il fonema S, alveolare, viene scelto perché, al contrario, è il  più facile tra i fonemi simili soggetti a dislalie evolutive.

Tutti i fonemi selezionati si prestano ad essere più facilmente riconoscibili da parte dei bambini per le caratteristiche percettive di somiglianza con alcuni oggetti a loro familiari. Inoltre, il bambino non deve solamente riconoscerli ma, leggendo la lettera presentata, deve anche collegare il simbolo al suono corrispondente.

Nella simbolizzazione matematica , il bambino segna dove sono scritti i numeri discriminandoli dalle lettere, di riconoscerne le quantità corrispondenti, ossia di saper collegare una cifra al suo corrispondente numerico e di scrivere la propria età.

  • Può valutare la capacità di coordinazione generale del bambino, cioè la sua destrezza motoria nell’usare in sintonia le diverse parti del corpo in funzione di uno scopo.  Si può chiedere al bambino di seguire un percorso disegnato sul pavimento,senza uscire dai bordi o dalla linea tratteggiata, con delle modalità differenti di spostamento.

La corretta esecuzione sottende la capacità del bambino di controllare la propria motricità generale e di coordinarla sia con l’equilibrio che con la coordinazione oculo-motoria generale. Esempio:”Segui il percorso camminando in avanti/indietro/saltellando su di un piede/a piedi uniti, senza uscire dai bordi.

Per la valutazione delle prassie  si chiede al bambino di compiere alcune azioni che richiedono la capacità di programmare ed eseguire dei gesti coordinati in funzione dell’obiettivo. Esempio: “Togliti la scarpa sinistra e appoggiala a terra”, “Mettiti le scarpe e allacciale”.

Per la valutazione dell’abilità di lateralizzazione si sottopone il bambino alle prove  spaziali di destra e sinistra, orientando lo sguardo nelle due direzioni o scegliendo nello spazio un oggetto a sinistra rispetto a sé. Esempio:”Distribuisci  le carte da gioco con la mano”, “Dai un calcio alla palla con il piede sinistro”.

Per la valutazione dello schema corporeo il bambino deve indicare le parti del corpo.

La valutazione della capacità di coordinazione oculo-motoria si valuta sottoponendo il bambino ad una prova che esplora la sua capacità di utilizzare il movimento distale del polso, indipendentemente da quello del braccio, separando contemporaneamente il movimento delle dita che tengono lo strumento grafico da quello del polso. Il raggiungimento di questa dissociazione dei movimenti della mano e delle dita, rispetto al movimento del braccio e della spalla, che devono invece rimanere immobili e permettere il mantenimento della postura, risulta essere un elemento indispensabile all’acquisizione della capacità di scrittura, soprattutto in corsivo.

La prova dell’equilibrio, ossia sull’asse d’equilibrio, permette di valutare quelle abilità che comunque devono essere presenti anche per poter eseguire correttamente le prove di coordinazione generale o le prove di lateralizzazione.

                                                                                                                                                         Buon lavoro!

Non dimenticate: 

in caso di dubbi un’approfondita consulenza Vi può aiutare a capire meglio il percorso da seguire e sentirvi  meno soli.