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		<title>Festa del volontariato 11-12-13 Novembre 2011: il Workshop organizzato dall&#8217;Associazione</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni 11, 12, 13 Novembre 2010 a Benevento, in Piazza Roma, si svolgerà la terza edizione della Festa del Volontariato. Quest&#8217;anno la manifestazione, dal titolo &#8220;Volontariato: partecipa per risolvere&#8221;, si incentrerà sulle problematiche relative all&#8217;attuale crisi economica che investe l&#8217;intero Paese ma soprattutto il Sud. Le associazioni partecipanti intendono pertanto descrivere la loro azione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-498"></div><p>Nei giorni 11, 12, 13 Novembre 2010 a Benevento, in Piazza Roma, si svolgerà la terza edizione della Festa del Volontariato. Quest&#8217;anno la manifestazione, dal titolo &#8220;Volontariato: partecipa per risolvere&#8221;, si incentrerà sulle problematiche relative all&#8217;attuale crisi economica che investe l&#8217;intero Paese ma soprattutto il Sud. Le associazioni partecipanti intendono pertanto descrivere la loro azione sul territorio, al fine di offrire alla cittadinanza gli strumenti giusti per sostenere il disagio, la disabilità, la diversità, e per promuovere la solidarietà e il senso di appartenenza alla comunità cittadina.</p>
<p>Per tutta la durata della manifestazione saranno allestiti stand informativi, laboratoriali, espositivi, inoltre, si susseguiranno numerose manifestazioni, corsi, convegni e workshop, il tutto direttamente curato dalle associazioni partecipanti.</p>
<p>In particolare, l&#8217;Associazione &#8220;Il Bambino Incompreso&#8221; sarà attivamente presente presso Piazza Roma con lo stand informativo, nonchè presentando i numerosi capolavori creati dai bambini, nei laboratori educativo-creativi: oggetti interamente fatti a mano, esclusivamente con materiali di riciclo. Potrete ammirare oggetti di arredo, articoli da regalo, scatole regalo che potrete anche acquistare per sostenere le numerose iniziative dell&#8217;associazione. Iniziative che vi saranno presentate dettagliatamente dal personale qualificato dell&#8217;associazione sempre presente per l&#8217;intera durata della festa.</p>
<p>Importante ed interessante appuntamento è per il giorno sabato 12 novembre 2011 alle ore 18.00 per seguire il workshop organizzato dall&#8217;intero staff dell&#8217;associazione dal titolo &#8220;IMPARARE&#8230;QUESTO E&#8217; IL PROBLEMA!&#8221; e che si svolgerà nella tendostruttura allestista per l&#8217;occasione nella stessa Piazza Roma.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Filbambinoincompreso.net%2Ffesta-del-volontariato-11-12-13-novembre-2011-il-workshop-organizzato-dallassociazione%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La danza: il nuovo laboratorio dell&#8217;offerta formativa 2011/2012</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[laboratori]]></category>

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		<description><![CDATA[La danza è un importante strumento di espressione globale della persona, è un’arte che si esprime nel movimento del corpo umano. Ogni movimento non viene eseguito soltanto con braccia e gambe ma anche con mente e cuore. La danza promuove l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale, la ma­tu­rità affettiva e psicosociale e la qualità della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-496"></div><p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La danza è un importante strumento di espressione globale della persona, è un’arte che si esprime nel movimento del corpo umano. Ogni movimento non viene eseguito soltanto con braccia e gambe ma anche con mente e cuore.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La danza promuove l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale, la ma­tu­rità affettiva e psicosociale e la qualità della vita della persona, mediante il linguaggio del movi­men­to corporeo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Le aree su cui s’interviene variano da quella cognitiva, dove si migliorano competenze quali lo schema corporeo, l’apprendimento di concetti o l’uso di simboli, a quella </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">emotiva, dove si incrementa la capacità di manifestare i propri vissuti;l’aspetto relazionale, utile a migliorare le competenze relazionali sia in una dimensione interpersonale che di gruppo;</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">l’area psicomotoria, in cui è possibile migliorare l’orientamento spaziale e la coordinazione motoria.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La danza è una libera manifestazione di sé, un’occasione per  esprimere senza parole le emozioni e i conflitti, liberare energie creative e aumentare la consapevolezza di sé. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La dimensione del gruppo diventa il contesto ideale nel quale vivere un’esperienza di genuina manifestazione di sé attraverso la danza e il movimento espressivo, in una dimensione di libertà e di non giudizio. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il corpo parla attraverso la comunicazione non verbale che è una dimensione relazionale universale attraverso la quale tutti sono raggiungibili, tutti possono mettersi in gioco, tutti possono riscoprire parti di se stessi dimenticate o sopite, tutti possono creare.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Abbandonandosi alla danza, intesa come movimento, musica, ritmo, improvvisazione e immaginazione, emergono emozioni profonde e si giunge alla diretta espressione.</span></span></p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Filbambinoincompreso.net%2Fla-danza-il-nuovo-laboratorio-dellofferta-formativa-20112012%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;esperienza e le emozioni di una collaboratrice dello staff</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo giorno in cui sono entrata nell’Associazione ho provato diverse emozioni, contrastanti. Da un lato mi sentivo intimidita e preoccupata di non essere all’altezza di affrontare problematiche che mi si presentavano per la prima volta; dall’altro mi sentivo entusiasta di poter prendere coscienza di una realtà che fino ad ora avevo solo acquisito teoricamente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-492"></div><p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo giorno in cui sono entrata nell’Associazione ho provato diverse emozioni, contrastanti. Da un lato mi sentivo intimidita e preoccupata di non essere all’altezza di affrontare problematiche che mi si presentavano per la prima volta; dall’altro mi sentivo entusiasta di poter prendere coscienza di una realtà che fino ad ora avevo solo acquisito teoricamente.</span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La mia esperienza non si è limitata nell’osservazione ma nella partecipazione attiva fin dall’inizio e questo grazie alla fiducia che le figure professionali presenti hanno riposto in me.</span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tali figure, giovani donne molto preparate e dotate di lodevole formazione, con la loro energia, perseveranza e passione per ciò di cui si occupano, mi hanno trasmesso ancora di più la voglia di imparare a confrontarmi con questo mondo sconosciuto. </span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Forte è la solidarietà, l’unione e la cooperazione nel creare, sottoforma di gioco, le attività per promuovere nei bambini l’autonomia, l’integrazione, la socializzazione, la creatività, la collaborazione reciproca, la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni.</span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E’ bello vedere i piccoli fare la spesa come i grandi, creare oggetti come bravi artisti, rispettare i singoli ruoli mentre si interpreta una favoletta e comunicare le proprie emozioni utilizzando la musica come principale mezzo espressivo. Il raggiungimento di un obiettivo, benché a piccoli passi, è la nostra e la loro più grande conquista.</span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La partecipazione a tali attività mi ha permesso di approfondire le nozione teoriche acquisite durante il corso di studi ed ha contribuito, in maniera notevole, alla crescita delle mie capacità introspettive ed empatiche e all’apprendimento di strumenti e strategie operative.</span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La crescita più grande, però, mi è stata data dai piccoli protagonisti che con il loro calore mi riscaldano e mi riempiono ogni giorno il cuore di affetto. </span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">È straordinario vedere con gli occhi dei bambini che la diversità non esiste, che i sorrisi hanno per tutti la stessa espressione, che un abbraccio ha il medesimo carico emotivo e che una lacrima ha bisogno di essere asciugata.</span></span></p>
<p lang="" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ognuno di loro ha qualcosa di speciale ed è proprio questa uguaglianza che conferisce al bambino una tale forza da farlo diventare il grande eroe di sé stesso.</span></span></p>
<p style="text-align: left;" lang="" align="RIGHT"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Silvia Bocchino</span></span></p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Filbambinoincompreso.net%2Flesperienza-e-le-emozioni-di-una-collaboratrice-dello-staff%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Il doposcuola: esperienza coinvolgente e completa dell&#8217;agire di operatori qualificati</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 13:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicomotricità scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Aiutare i bambini a conoscere le proprie difficoltà, a riconoscersi il diritto a poter sbagliare e il guardare a tale diritto come punto di partenza e non come punto di “ristagno” sono alcuni dei principi su cui si basa l’attività di Doposcuola offerta dall’Associazione “Il bambino incompreso”. Affiancare il bambino nello svolgimento dei compiti scolastici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-484"></div><p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Comic Sans MS', cursive;"><span style="font-size: medium;">Aiutare i bambini a conoscere le proprie difficoltà, a riconoscersi il diritto a poter sbagliare e il guardare a tale diritto come punto di partenza e non come punto di “ristagno” sono alcuni dei principi su cui si basa l’attività di Doposcuola offerta dall’Associazione “Il bambino incompreso”. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Comic Sans MS', cursive;"><span style="font-size: medium;">Affiancare il bambino nello svolgimento dei compiti scolastici non vuol dire soltanto aiutarlo a riassumere un brano o a risolvere un problema geometrico; vuol dire lavorare insieme sulle difficoltà che incontra, per rendere il bambino consapevole degli strumenti che ha a disposizione per affrontarle. Lavorare principalmente sulle difficoltà basilari, come ad esempio difficoltà di comprensione, ed è per questo che l’attività di doposcuola è affiancata ad un lavoro di logopedia specifico per ciascun bambino per lavorare sulle specifiche carenze di apprendimento.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Comic Sans MS', cursive;"><span style="font-size: medium;">Spesso il bambino con difficoltà tende a rinchiudersi e a non voler svolgere compiti per lui troppo impegnativi e complessi, soprattutto in seguito ad una sensazione di “inferiorità” vissuta all’interno del gruppo classe; è per questo che uno dei punti di forza dell’attività di doposcuola è anche il lavoro in coppia o in gruppo con bambini con difficoltà similari; apparentemente lavorare in questo modo può sembrare un togliere attenzione al singolo, ma, al contrario, fa crescere le potenzialità del bambino e soprattutto la sua autostima, in quanto è molto importante per lui, rispecchiarsi nell’altro bambino e riconoscere che non è da solo!</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Comic Sans MS', cursive;"><span style="font-size: medium;">Come in tutte le altre attività, anche nel doposcuola è importante il lavoro in sincrono con la famiglia; questo aiuta sia il bambino, sia i genitori che diventano più consapevoli delle modalità più funzionali da mettere in atto con il bambino anche quando studia o gioca a casa.        </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Comic Sans MS', cursive;"><span style="font-size: medium;">Giulia De Luise</span></span></p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Filbambinoincompreso.net%2Fil-doposcuola-esperienza-coinvolgente-e-completa-dellagire-di-operatori-qualificati%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La musica e il corpo: l&#8217;approccio innovativo per i disturbi dell&#8217;autismo</title>
		<link>http://ilbambinoincompreso.net/la-musica-e-il-corpo-lapproccio-innovativo-per-i-disturbi-dellautismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 13:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[musicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardare un bambino che senza un fine si morde la mano o fa ruotare una penna in modo afinalistico o che fissa per ore con lo sguardo un granello di polvere o che urla al minimo contatto, questo è il bambino autistico. Ci ignora. Ci respinge. Non ci ascolterà o parlerà con noi, non ci permetterà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-481"></div><p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Guardare un bambino che senza un fine si morde la mano o fa ruotare una penna in modo afinalistico o che fissa per ore con lo sguardo un granello di polvere o che urla al minimo contatto, questo è il bambino autistico. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Ci ignora. Ci respinge. Non ci ascolterà o parlerà con noi, non ci permetterà di toccarlo…</span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Il suo solo piacere, il suo solo soddisfacimento sembra venire soltanto dalla sua attività grottesca, ricorrente, spesso automutilatrice. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Preferisce le cose alla gente e, sempre solo chiuso in se stesso, è “uno straniero tra noi”. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Si tratta di una parola di origine greca, “autos”,(autismo)il cui primo significato è quello di se stesso opposto ad altro. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Si tratta di un vocabolo che sottolinea in primo luogo la centralità del soggetto in confronto a tutto quello che non è o non appartiene a se stesso. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Bleur utilizzò il termine autismo per indicare quel sintomo che considerava essenziale nel disturbo schizofrenico dell’adulto, costituito dal ripiegarsi su se stesso, dalla difficoltà e anche dall’impossibilità di comunicare con gli altri, dalla tendenza ad evadere dal mondo reale e a perdere il contatto con esso per vivere in un mondo interiore tutto suo. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Con gli autistici il contatto, seppur arduo, può avvenire anche dopo tempi molto lunghi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Lavorare con un bambino autistico è un&#8217;esperienza emozionante ed intima: si entra in un mondo fatto di sensazioni, minime percezioni, gesti, sguardi, forza e debolezza, tensione, paura, timore e fiducia. Il rapporto è da costruire dalla base, non c&#8217;è l&#8217;empatia o l&#8217;antipatia che scatta quando incontri una persona normodotata, tutta la relazione è da strutturare tassello per tassello con molta cautela, perchè ti rendi subito conto che è un rapporto sempre precario, proprio per la sua complessità. Allora ci si affida ad altri veicoli di comunicazione, come la musica o la danza, utilizzando i suoni, il ritmo, l&#8217;energia, ma anche il silenzio e le pause. Spesso i bambini con tratti autistici sono iperattivi oppure al contrario chiusi nella prigione delle loro stereotipie, con cui occupano i tempi vuoti in maniera afinalistica, in mancanza di una valida proposta alternativa. E&#8217; quindi necessario spostare e guidare la loro attenzione in un ambiente accogliente e caldo, non freddo e sterile. Il percorso spesso inizia proprio dall&#8217;accoglienza del bambino in una stanza “vuota” da riempire di emozioni, ascoltando una colonna sonora armoniosa che regali calma e sicurezza al bambino. Solo trasmettendo queste sensazioni il bambino, anche solo con lo sguardo, inizia ad aprirsi all&#8217;adulto e a riportare l&#8217;attenzione sugli oggetti da lui presentati. Significativo è stato vedere danzare con le braccia una bambina che prima di entrare in stanza non faceva altro che piangere, urlare, saltare, farsi del male da sola sbattendo la testa o dandosi morsi. Oppure ascoltare il silenzio di un bambino che prima di ascoltare la melodia rilassante produceva versi, che sembravano non avrebbero mai avuto fine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Forte della mia esperienza in musicoterapia, sostengo con orgoglio che la musica è la prima tecnica d’approccio per relazionarsi poiché il contesto non verbale è ciò che consente a tali bambini di aprire i canali di comunicazione. L&#8217;esperienza è personale, ancor prima che terapeutica. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Gli incontri dapprima individuali, sono stati il preludio dell’ampia conoscenza con ogni singolo bambino, maturata ancor di più con il lavoro di gruppo. L’approccio musicoterapico ha conservato la stessa decorazione durante tutti gli incontri, in modo che la sola cosa mutevole doveva essere lo stimolo sonoro. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">I suoni utilizzati durante gli incontri sono stati:</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="font-size: small;">Suoni a forte contenuto,come il battito del cuore;</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Suoni di ispirazione-espirazione;</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Suoni d’acqua;</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Suoni sinfonici;</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Suoni elettronici;</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Rumori prodotti con la bocca;</span></li>
<li><span style="font-size: small;">Suoni di gola.</span></li>
</ul>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Dopo un periodo di conoscenza si raggiunge l&#8217;obiettivo dell&#8217; assimilazione di uno strumento musicale, che rappresenta il canale alternativo di relazione tra il bambino e l&#8217;adulto. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">Utilizzare l’ascolto musicale significa nutrire letteralmente il corpo con il suono e servirsi di esso per scoprire le dimensioni nascoste nel profondo dell’Io. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: small;">È con la musica che gli autistici si aprono agli altri, i down si aprono all’azione, i sordi all’astrazione, i cechi alla visione, il debole mentale alla comprensione. In una dimensione dove la “diversità” è vista non come ostacolo da superare ma piuttosto come motivo di incontro e di crescita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maria Anna D&#8217;agostino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Filbambinoincompreso.net%2Fla-musica-e-il-corpo-lapproccio-innovativo-per-i-disturbi-dellautismo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Programma attività 2011/12</title>
		<link>http://ilbambinoincompreso.net/programma-attivita-201112/</link>
		<comments>http://ilbambinoincompreso.net/programma-attivita-201112/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 19:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 settembre sono iniziate le attività presso l’associazione ‘Il bambino incompreso’ per l’anno 2011/12, interrotte il 31 luglio con il campo educativo estivo. Le iniziative e i servizi offerti dall’associazione sono i seguenti: Psicomotricità: Attività che educa tutte le funzioni psichiche tramite l’utilizzo privilegiato delle attività motorie. Laboratori educativi-creativi: Spazi in cui il bambino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-477"></div><p>Il 12 settembre sono iniziate le attività presso l’associazione ‘Il bambino incompreso’ per l’anno 2011/12, interrotte il 31 luglio con il campo educativo estivo. Le iniziative e i servizi offerti dall’associazione sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>Psicomotricità:</li>
</ul>
<p>Attività che educa tutte le funzioni psichiche tramite l’utilizzo privilegiato delle attività motorie.</p>
<ul>
<li>Laboratori educativi-creativi:</li>
</ul>
<p>Spazi in cui il bambino disegna, dipinge, manipola materiali malleabili dando sfogo alla fantasia e alla creatività.</p>
<ul>
<li>Musicoterapia e danza terapia:</li>
</ul>
<p>Insieme di attività educative che, utilizzando l’elemento ritmico sonoro, ossia facendo ricorso ad esperienze musicali in cui si ascolta e si produce musica nelle forme più elementari, lavorano simultaneamente per il benessere psico-fisico del bambino. Tali attività proposte come forme di gioco musicale, movimento, produzione attiva di suoni, sviluppano la capacità e la volontà di utilizzare le potenzialità individuali, nonché di favorire l’integrazione e la socializzazione. Si lavora sul linguaggio verbale e non, sulle emozioni, sull’immaginazione, sulle regole sociali e sulla creatività.</p>
<ul>
<li>Logopedia:</li>
</ul>
<p>Volta all’educazione e alla rieducazione di tutte le patologie che provocano disturbi della voce, della parola e del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi e dei disturbi specifici di apprendimento (DSA) della lettura, della scrittura e del calcolo.</p>
<ul>
<li>Terapia occupazionale:</li>
</ul>
<p>Utilizzando attività espressive, manuali-rappresentative e ludiche si promuove nell’individuo il raggiungimento del più alto grado di autonomia nella self-care, nelle ADL (attività di vita quotidiana), nella scuola, nel lavoro,in comunità.</p>
<ul>
<li>Doposcuola:</li>
</ul>
<p>Attraverso tale attività operatori esperti e qualificati si impegnano ad avviare ragazzi allo studio nelle ore pomeridiane, dopo le attività didattiche.</p>
<ul>
<li>Gruppo famiglia:</li>
</ul>
<p>Provvede al sollievo del carico genitoriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maria Anna D&#8217;Agostino</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Anche i bambini imparano a fare la spesa.</title>
		<link>http://ilbambinoincompreso.net/anche-i-bambini-imparano-a-fare-la-spesa/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<title>Corso di aggiornamento per insegnanti</title>
		<link>http://ilbambinoincompreso.net/corso-di-aggiornamento-per-insegnanti/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 09:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Abilità dei 4 anni, prerequisiti dei 5, competenze metafonologiche,difficoltà visuo percettivo spaziali, sviluppo di attività della vita quotidiana, ecc., sono stati gli argomenti di un corso di formazione di una settimana tenuto dalle diverse figure professionali dell&#8217;associazione per le insegnanti della scuola materna. Potete contattare lo staff dell&#8217;associazione per organizzare degli incontri formativi ed informativi [...]]]></description>
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<p>Abilità dei 4 anni, prerequisiti dei 5, competenze metafonologiche,difficoltà visuo percettivo spaziali, sviluppo di attività della vita quotidiana, ecc., sono stati gli argomenti di un corso di formazione di una settimana tenuto dalle diverse figure professionali dell&#8217;associazione per le insegnanti della scuola materna.</p>
<p>Potete contattare lo staff dell&#8217;associazione per organizzare degli incontri formativi ed informativi per insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, operatori del settore, genitori.</p>
<div id="fbilike" style="float:left;margin-right:20px;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Filbambinoincompreso.net%2Fcorso-di-aggiornamento-per-insegnanti%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:60px"></iframe></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;intervento neuropsicomotorio nella malattia mentale</title>
		<link>http://ilbambinoincompreso.net/lintervento-neuropsicomotorio-nella-malattia-mentale/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 14:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ appena uscito in libreria il primo libro della dott.ssa Tina Iannella, Neuropsicomotricista, Criminologa forense,tra l’altro fondatrice e responsabile progettuale dell’Associazione – onlus- “Il Bambino Incompreso”, di cui cura i programmi educativi- creativi-riabilitativi per l’età infantile. “L’intervento neuropsicomotorio nella malattia mentale”, edito dalla casa editrice Cuzzolin di Napoli,è un’opera rivolta agli studenti unviversitari, alle diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><div class="shr-publisher-440"></div><p>E’ appena uscito in libreria il primo libro della dott.ssa Tina Iannella, Neuropsicomotricista, Criminologa forense,tra l’altro fondatrice e responsabile progettuale dell’Associazione – onlus- “Il Bambino Incompreso”, di cui cura i programmi educativi- creativi-riabilitativi per l’età infantile.</p>
<p>“L’intervento neuropsicomotorio nella malattia mentale”, edito dalla casa editrice Cuzzolin di Napoli,è un’opera rivolta agli studenti unviversitari, alle diverse figure professionali che studiano ed operano nell’ambito dei disturbi mentali.</p>
<p>Il libro si articola su una parte teorica ed una ricca parte pratica che consente di approntare un progetto terapeutico, mediante le diverse attività proposte, finalizzate alla riabilitazione e riorganizzazione delle funzioni corticali, responsabili di alterazioni descritte minuziosamente all’interno del testo.</p>
<p>Le attività pratiche descritte ampiamente, offrono numerosi spunti per chi opera nel campo e sono frutto dell’esperienza maturata con pazienti in terapia neuro e psicomotoria dell’autrice.<br />
Lo studio della neuropsicologia sulle lesioni cerebrali locali è l’origine dei moderni concetti di organizzazione funzionale del cervello perché organo dell’attività mentale. Lo sviluppo ontogenetico delle funzioni mentali superiori rappresenta un aspetto essenziale per l’organizzazione funzionale nella corteccia cerebrale.</p>
<p>Inizia così, l’autrice, il suo libro:</p>
<p>Qualcheduno li liquida come “residui manicomiali”, ex degenti degli ospedali psichiatrici che Basaglia volle fuori dai manicomi , deflagranti protagonisti di una rivoluzione culturale mai terminata, sillabata nell’ancora discussa legge 180 e vittime ancora di una burocrazia mai finita.<br />
Si sono ammalati prima che fossero inventati gli psicofarmaci: sostituti chimici di metodi più barbari, d’ingabbiamento delle emozioni più forti, faticando ad ammettere che molti non erano in realtà veri malati ma solamente persone, con altri tipi di problemi, trattenute in ospedale psichiatrico semplicemente perché assenti le soluzioni sociali appropriate, conservando ingiustamente l’etichetta di malato mentale.<br />
Quando non esistevano i neurolettici, i “vecchi matti” venivano calmati con camicie di forza, con elettroshock, con bastoni di ferro, per dosare le loro ribellioni istintive. Per molti la libertà è arrivata troppo tardi per essere gustata e talvolta perfino per essere percepita. Infatti, molti di loro, anziani, sono diventati ormai dementi. Abituati alle camicie di contenzione, storditi da elettroshock ed elevate dosi di neurolettici, potevano rimanere per giorni immobili nel letto, con occhi fissi nel vuoto, aspettando il momento del pranzo per attaccarsi alle ciotole, come cani. Hanno vissuto tutta la vita nudi, seminando escrementi, poi mangiati, tra i padiglioni. E’ il tragico dei tempi moderni, la consapevolezza del tragico, il tentativo di trasformarlo in una coscienza guarita.<br />
Le riforme istituzionali, le tecniche terapeutiche, individuali e di gruppo, sembrano essere le soluzioni della prevenzione e della cura di numerose malattie mentali. Tranne quei pochi che hanno fatto ritorno nelle famiglie, gli altri sono stati trasferiti nelle case- famiglia, nelle comunità protette, nei centri d’igiene e salute mentale, rimpiazzando i vecchi manicomi.<br />
Il comportamento “impertinente”, fatto di allucinazioni, cambiamenti d’umore, apatia, iperattività, riveste una struttura spuria di cui si avvalgono tutti questi pazienti.<br />
Si è tentati a considerare il malato mentale come il deviante, il fuori rotta, come colui che si trova al di fuori della norma; qualunque cosa faccia il malato è sempre sbagliata, perché il giudizio precede ogni sua azione, macchiandosi del marchio di fabbrica che porta con sé.<br />
La malattia mentale è innanzitutto negazione del corpo, per poter seguire i propri pensieri deliranti. Il soggetto psichiatrico non cura affatto il suo stato estetico e fisiologico, lasciando che si deteriori. Addirittura le sensazioni di caldo, freddo, fame, sete, sonno, non sono più considerate significative per l’esistenza.<br />
I malati mentali presentano una minore espressione del viso, meno sguardi, meno sorrisi, meno vicinanza, pochi gesti diretti verso gli altri ed un maggior numero di gesti verso se stessi. Si parla di uno stato di chiusura più che di approccio.<br />
I loro corpi sono chiusi, avvolti in una corazza tonica o, al contrario, in uno stato di ipotonia; sembrano difendersi dagli influssi esterni vissuti come minacciosi o fastidiosi, senza alcun desiderio di provare piacere.<br />
Quindi, un intervento terapeutico che utilizzi il corpo anziché la parola può permettere al paziente di riascoltare i suoi bisogni e vivere un’esperienza reale. In tal modo, il corpo diventa principio di realtà e mezzo che collega la persona psicotica all’ambiente. Questo potrebbe essere un primo motivo che giustifica l’importanza dell’intervento psicomotorio in ambito psichiatrico.<br />
In tal ambito, è un valente strumento per consentire al paziente di ri-vivere le sensazioni corporee e i vissuti percettivo- affettivo simili alle prime esperienze madre- bambino, non con l’intento di risolvere la patologia ma con l’obiettivo di contenere il disturbo partendo dall’investimento sulla propria corporeità come luogo per sentire, comunicare, esprimersi. Basti pensare che già alla fine dell’Ottocento, infatti, negli ospedali psichiatrici, come il Salpetrière di Parigi, la rieducazione mediante il corpo faceva parte delle terapie comunemente utilizzate. Pierre Janet, contemporaneo di Freud, sosteneva che le due facoltà, quella del pensiero e quella dell’attività, non sono separate ma che esiste, in ogni momento, lo stesso fenomeno che si manifesta in modi differenti. Inoltre, aggiungeva che sui malati mentali, data la disorganizzazione dei movimenti, era possibile intervenire prevenendo o diminuendo la sofferenza psichica.<br />
Quello che distingue la terapia psicomotoria da altre discipline sono gli scopi ed i modi con i quali i contenuti vengono proposti ai pazienti, dove per scopi non s’intende la performance, la prestazione…<br />
Lo strumento di cui si serve la psicomotricità è innanzitutto il movimento, considerato mezzo per armonizzare lo sviluppo della persona, e non un fine. Suono, ritmo, musica, sono altri strumenti che rientrano integralmente nel movimento. Produrre un suono incoraggia l’espressione motoria, l’utilizzo della musica induce al movimento, come la sincronizzazione acustico- motoria facilita il controllo motorio. Disegno, pittura , corde, palloni, cerchi, blocchi di costruzione, teli… sono parte anch’essi integrante di questo lavoro che viene svolto in un ambiente accogliente e disteso in cui il soggetto può fare esperienze sia da solo che in un piccolo gruppo. L’altro aspetto saliente è il gioco, pronto a trasformarsi in qualunque evenienza e per ogni situazione che si presenti.<br />
L’intervento psicomotorio non è nel tentativo di migliorare la performance correggendo l’atto, ma strutturare un ambiente tale da promuovere il movimento come fatto psichico. Esso si rivolge al corpo inteso come centro dell’espressione della persona. Il corpo che agisce, il corpo che si muove, il corpo che sente. Esso è la sede delle manifestazioni delle emozioni e dell’affettività; è la percezione e l’interpretazione della realtà. Le potenzialità del soggetto sono la risultante delle diverse manifestazioni della personalità. E’ importante riuscire ad improntare un lavoro sulle parti sane, con un intervento incentrato sulla corporeità, in grado di far emergere le potenziali capacità e risvegliare in questi pazienti la conoscenza del proprio corpo.<br />
Un altro motivo giustifica l’intervento psicomotorio nell’ambito psichiatrico, quello neuropsicologico. Infatti, con questo obiettivo si tratta di migliorare il livello qualitativo neurologico individuale sulla memoria, percezione, risposta motoria, funzione simbolica verbale, capacità di prestare attenzione e di ristrutturare lo schema corporeo su cui si basa il sé corporeo soggettivo.<br />
Altra motivazione è per quel fenomeno transizionale che manca nell’esperienza psicoaffettiva del soggetto psichiatrico. Tale aspetto permette al paziente di realizzare l’esperienza di confine tra mondo esterno e mondo interno, condizione necessaria per accedere all’esperienza del mondo.<br />
Nessun trattamento rappresenta la panacea dei mali, figuriamoci quello psicomotorio. Ma se un intervento si propone come mezzo di supporto per quelle poche facoltà che un paziente ancora possiede o come strumento nell’uso del corpo tanto osannato da molte discipline, ben vengano tutte le strategie se consentono di arrivare agli obiettivi.<br />
Non esiste una terapia unica per tutti. Esiste il paziente su cui deve essere cucita su misura la terapia; esiste ascolto e disponibilità da parte del terapeuta. Per ascoltare occorre veramente abbandonare ogni sorta di pregiudizio, di fasulla formazione mentale, che rischiano di oscurare l’immagine del paziente.<br />
L’interesse sull’argomento mi ha condotta in una residenza per malati mentali, diversi provenienti dal manicomio giudiziario, dove ho avuto l’opportunità di apprezzare l’impegno, la disponibilità di molti di loro tra cui: Carmela, Amedeo, Nino e Giuseppe. Mi ha interessato il singolare passato di ognuno, la vita che vivono ora, all’interno di una struttura in cui bisogna spartire tutti insieme, posti, luoghi ed angoli, nel bene come nel male. Fra di loro non c’è comunicazione; s’incontrano, qualche volta siedono vicini, molto vicini, ma non discutono mai. Tra loro si rimane indifferenti, anche nel bisogno.<br />
La vita dei pazienti nella residenza si svolge in maniera meccanica, abitudinaria e veloce, soprattutto veloce. Alcuni corrono nel corridoio come affaccendati. I loro volti sono preoccupati, carichi di pensieri. Saettano. Se non fosse per qualcuno che si soffermi a parlare con loro, felicemente ne farebbero a meno. Altri, invece, seguono ritmi più contenuti. Rifugiarsi nelle proprie stanze è un atto che compiono diverse volte durante la giornata.<br />
Nelle mattine in cui frequentavo il dipartimento avevo l’abitudine, prima dell’inizio del lavoro , di recarmi nel salotto- ritrovo per incontrare tutti; alcuni li vedevo camminare per strada, in giro per il paese, altri ancora a letto per un sonnellino fuori orario ed altri difendersi divani e sedie come oggetti di proprietà.</p>
<p>Ho condiviso con loro parte dei propri stati d’animo, i momenti difficili in cui era più semplice l’abbandono che la presenza. Li ho visti mangiare, litigare, prendersi in giro, coccolarsi, sputare, qualcuno bestemmiare.<br />
Qualcun’ altra parlare da sola, e d’improvviso sparire nel nulla come se non fosse mai stata in quel posto. Non ci sono tracce di questa persona, nemmeno nei momenti che potrebbe condividere con gli altri. E’ sempre attenta ad evitare tutti, a non scontrarsi con i loro sguardi perché dagli sguardi potrebbe nascere anche un semplice sorriso. E per lei questo non può succedere… Molte volte la vedo passare nel corridoio, con la borsa sulle spalle, con in testa dei fermagli variopinti che lasciano la fronte completamente nuda. “Sono pazza, un giorno faccio una cosa, un giorno faccio un’altra. Quando voglio cambio le cose”.<br />
Un volta Amedeo mi disse: “ In fondo siamo due persone sole…”, riguardo la sua solitudine e quella della sua “cara” persona. Dolore e piacere sono le leve di cui l’organismo ha bisogno affinché possa operare in modo efficiente. Chi riflette su queste parole può restare colpito come rimanere indifferente. E’ una visione solipsistica. Il sentimento fa parte della vita di ogni essere umano ed ognuno lo vive come meglio crede.<br />
Doverosamente ringrazio loro, gli ospiti della struttura, perché le sfaccettature che quotidianamente noto mi lasciano intravedere angoli surreali in un mondo nudo e disperato, vuoto ed ossessivo, arrogante ed indigesto, cieco e sordo, che si piega alla convenienza, all’obbedienza o, ancor peggio, che si dichiara pronto a prostituirsi al miglior offerente pur di farsi accettare.</p>
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		<title>Le creazioni dei nostri piccoli grandi artisti!!!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 13:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enza Mottola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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<p>Queste sono solo una parte degli oggetti interamente realizzati dai bambini, utilizzando esclusivamente materiale di riciclo, nell&#8217;ambito delle attività dei laboratori educativo-creativi.</p>
<p>Vere e proprie opere d&#8217;arte frutto della creatività e della libera espressione artistica dei piccoli grandi artisti. Sono tutte in esposizione presso la nostra struttura di Via Firenze, 16 con la possibilità di acquistarli per idee regalo originali e soprattutto solidali!!!</p>
<p>Vi ricordiamo che le attività riprenderanno dal giorno 5 settembre 2011. Potete contattarci ai numeri di telefono indicati nel sito, mandarci un e-mail all&#8217;indirizzo oppure compilare il Form di richiesta informazioni. Vi aspettiamo!</p>
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